Un monologo per “Stare meglio oggi” – Carlo De Ruggieri a Officina Pasolini HUB

“Mi lamento spesso del mio Paese. Quando io sono pessimo, come l’Italia”. È questo il giudizio lapidario che il protagonista dello spettacolo Stare meglio oggi dà di se stesso paragonandosi alla triste realtà italiana. Il monologo, firmato da Giacomo Ciarrapico e andato in scena il 19 giugno all’HUB culturale di Officina Pasolini è interpretato da Carlo De Ruggieri, uno dei volti più popolari della serie tv Boris, perfettamente calato nei panni di un trentacinquenne in crisi che cerca faticosamente la strada per uscire da una brutta delusione sentimentale. Ed è proprio cercando di ritrovare i propri riferimenti personali che il protagonista scopre di essere il riflesso del Paese in cui vive, un’Italia dalle dinamiche kafkiane in cui apparentemente c’è ben poco da fare per ritrovare un giusto equilibrio. Sia apre così uno scenario tragicomico in cui si stabilisce un empatico parallelismo fra le vicende dell’io’ interiore e quelle della politica italiana. “Giocare con le tante forme che può avere l’interiorità umana è una costante della scrittura di Giacomo Ciarrapico – spiega De Ruggieri –  che in questo caso si lega a una sua passione, la politica. Di questo testo, che nasce nel lontano 2006, abbiamo fatto vari adattamenti, passando da una messa in scena più classica al reading più minimalista. In qualunque modo lo si faccia però il pubblico reagisce sempre molto positivamente e questo credo sia dovuto al fatto che si parla sì di politica ma senza aprire dei discorsi specifici, senza scendere troppo nei dettagli dell’attualità, e descrivendo invece perfettamente i meccanismi sclerotici e sempre uguali del nostro Paese e dell’individuo.”

Ed effettivamente non si può non riconoscersi, almeno a tratti, in questa surreale architettura dell’animo umano, perennemente in conflitto tra i desideri dell’ego e le regole della società civile: ci si muove anche qui tra ministeri e ministri inutili, politici indolenti, ladri, ottusi, vigliacchi, governi e tirannidi incapaci di inseguire e praticare il bene comune, tra leader forcaioli e partiti d’opposizione deboli e ipocriti…

Lo stesso De Ruggieri sottolinea quanta empatia abbia provato fin da subito nei confronti del protagonista: “in certi momenti ho pensato che questo testo parlasse di me. Mi sono ritrovato spesso a condividere le stesse emozioni e gli stessi pensieri. È per questo che mi ci sono appassionato, a tal punto che quando Luca Amorosino, primo interprete di questo spettacolo, ha abbandonato il personaggio sono subentrato io. Lavoravo con Ciarrapico già da tanto tempo e questa è stata un’ulteriore conferma di quanto ci troviamo bene a lavorare insieme”.

Che Stare meglio oggi sia uno spettacolo longevo non stupisce e il suo successo sta certamente, almeno in parte, nella non-cura che propone: non ci sono medicamenti miracolosi, ricette infallibili e medicinali che possano sostituirsi all’individuo nel percorso verso la guarigione. Lasciarsi trasportare da questo inarrestabile dialogo interiore diventa allora un processo quasi catartico che spinge alla presa di coscienza individuale ma anche e soprattutto a quella collettiva.

 

C.T

 

 

 

 

 

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