Officina Pasolini: Nasce laboratorio creativo e hub culturale in spazi ‘Ex Civis’

Officina Pasolini: Nasce laboratorio creativo e hub culturale in spazi ‘Ex Civis’

  ZINGARETTI E SMERIGLIO INAUGURANO NUOVA SEDE OFFICINA PASOLINI Nasce laboratorio creativo e hub culturale in spazi ‘Ex Civis’ Il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e il vicepresidente con delega alla Formazione, Massimiliano Smeriglio inaugurano la nuova sede dell’Officina delle arti Pier Paolo Pasolini, laboratorio creativo di alta formazione e hub culturale della Regione Lazio, coordinata da Tosca, Massimo Venturiello e Simona Banchi. Una casa per giovani artisti e allo stesso tempo uno spazio pubblico integrato nella città per produrre e diffondere cultura. Un punto di incontro, in linea con le principali capitali europee, per chi ama l’arte e i suoi mestieri dove realizzare un’esperienza formativa altamente qualificata e assistere a concerti, mostre fotografiche, proiezioni, spettacoli teatrali e incontri d’autore come quelli previsti con Carmen Consoli, Ambrogio Sparagna, Riccardo Tesi, Niccolò Fabi. LA NUOVA SEDE Il complesso residenziale ‘Ex Civis’ fu costruito negli anni ’60 e venne adibito a Casa internazionale dello studente. Gli spazi recuperati verranno utilizzati dall’Officina Pasolini per lo svolgimento delle attività didattiche e formative. Grazie alla ristrutturazione sono stati allestiti: sala teatro, già intitolata a Eduardo De Filippo, da 200 posti a sedere con ampliamento del palcoscenico, ripristino della funzionalità della parete mobile che consente l’apertura del palco anche verso l’arena esterna, acquisto dell’attrezzatura sceniche professionali (illuminazione, americane, impianto audio, proiettore); sala canzone, aula live per lezioni ed esibizioni dal vivo dotata di palco e strumentazione professionale; sala multimediale fornita di computer e attrezzature professionali; palestra dotata di specchi per lezione di scherma, danza e movimento scenico; piccolo teatro, spazio prove con palco polivalente; 2 studi di registrazione insonorizzati e forniti di impianti e attrezzature...
“Liberiamo il talento” di Massimo Venturiello

“Liberiamo il talento” di Massimo Venturiello

Forse non bastano sei mesi per preparare un allievo, forse è un periodo troppo breve per raggiungere dei risultati importanti, ma se questo è vero è altrettanto vero che non basta aver fatto un corso di due o tre anni per aver raggiunto l’obiettivo. Sappiamo benissimo che solo una quantità molto ristretta di ragazzi che frequenta corsi di recitazione, scuole private e pubbliche, comprese le più accreditate come l’Accademia d’Arte Drammatica S. D’Amico e la Paolo Grassi di Milano, riesce davvero ad ‘entrare in arte’, (si diceva così una volta), la stragrande maggioranza di essi non è pronta ad affrontare il palcoscenico e si perde per strada.  Il problema quindi non è quanto dura un corso, ma cosa ci si propone di raggiungere con quel corso. Partendo dal presupposto che non si può insegnare il talento, che non c’è scuola più utile della  gavetta, che il mestiere dell’attore lo si impara soprattutto in scena e dietro le quinte interagendo, ascoltando e guardando chi ha al suo attivo un’ esperienza più ampia,    l’obiettivo di questo semestre di lavoro vuole essere quello di  favorire la liberazione delle proprie capacità, di quelle doti individuali che spesso restano inespresse nell’ambito scolastico e talvolta purtroppo finiscono per deteriorarsi quando si intraprendono, poi, strade lavorative sbagliate.  La condizione essenziale per liberare il talento è quella di mettere l’allievo in condizione di non sentirsi tale, di condurlo fuori dalla logica scolastica e di toglierlo dalla posizione subalterna che lo vede talvolta in uno stato di soggezione verso il maestro. Ho sempre dato poco credito a chi si fa chiamare maestro, credo piuttosto in chi con umiltà,...
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