Officina Pasolini #Teatro presenta “La Classe”

Sabato 28 gennaio (h. 21.00) e domenica 29 gennaio (h. 17.00 e h. 21.00) la sezione #Teatro di Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini – HUB Culturale porterà in scena al Teatro Eduardo de Filippo – Officina Pasolini, Viale del Ministero degli affari Esteri – il primo spettacolo del 2017: “La Classe”, un testo di Vincenzo Manna (revisione e adattamento di Giuseppe Marini) a cura di Giuseppe Marini.
INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI

Scene: Alessandro Chiti
Costumi: Sabrina Chiocchio
Disegno luci: Javier Delle Monache
Musiche: Paolo Coletta
Direzione tecnica: Camillo Grassi

Cast:
Nicolò Ausili, Maria Lucia Bianchi, Ludovica Bove, Giorgia Catania
Andrea Colangelo, Christelle Colasuonno, Germana Di Marino, Paloma Dionisi, Maria Luisa Fravili, Anna Manella, Emanuele Marchetti, Andrea Monno, Pierfrancesco Nacca, Giulia Paoletti, Adriano Paris, Simone Ranalli,
Deialnira Russo, Sara Scotto Di Luzio, Fabrizio Scuderi, Gabriele Sorrentino
Giovanni Tacchella, Giorgio Volpe, Samanta Volpe

Per dare a tutti gli studenti la possibilità di stare in scena, ogni replica dello spettacolo prevede l’alternarsi degli attori nei vari ruoli

Sabato ore 21

Albert – Emanuele Marchetti
Vice Preside – Fabrizio Scuderi
Nicolas – Simone Ranalli
Talib – Andrea Monno
Vasile – Gabriele Sorrentino
Arianna – Paloma Dionisi
Maisa – Giorgia Catania
Petra – Daniela Russo
Rifugiata – Anna Manella

Domenica ore 17

Albert – Emanuele Marchetti
Vice Preside – Fabrizio Scuderi
Nicolas – Adriano Paris
Talib – Andrea Monno
Vasile – Niccolò Ausili
Arianna – Germana Di Marino
Maisa – Christelle Colasuonno
Petra – Sara Scotto di Luzio
Rifugiata – Maria Luisa Fravili

Domenica ore 21 sono:

Albert – Andrea Colangelo
Vice Preside – Giovanni Tacchella
Nicolas – Pierfrancesco Nacca
Talib – Giorgio Volpe
Vasile – Niccolò Ausili
Arianna – Samanta Volpe
Maisa – Maria Lucia Bianchi
Petra – Giulia Paoletti
Rifugiata – Ludovica Bove

Scene: Alessandro Chiti
Costumi: Sabrina Chiocchio
Disegno luci: Javier Delle Monache
Musiche: Paolo Coletta
Direzione tecnica: Camillo Grassi

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti

LA STORIA:
Albert, straniero di terza generazione intorno ai 35 anni, laureato in Storia e alla sua prima esperienza lavorativa “ufficiale”, viene assunto da un Istituto Comprensivo di una cittadina europea in forte crisi economica nel ruolo di Professore Potenziato: il suo compito è tenere per quattro settimane un corso di recupero pomeridiano per sei studenti sospesi per motivi disciplinari. Ma le coordinate sono chiare fin da subito: il corso non avrà nessuna rilevanza didattica, servirà solamente a far recuperare crediti agli studenti che, nell’interesse della scuola, devono adempiere all’obbligo scolastico e diplomarsi il prima possibile. Tuttavia, intravedendo nella loro rabbia una possibilità di comunicazione, Albert, riesce a far breccia nel loro disagio conquistando la fiducia della maggior parte della classe. Abbandona la didattica suggerita e propone agli studenti di partecipare ad un concorso, un “bando europeo” per le scuole superiori che ha per tema “I giovani e gli adolescenti vittime dell’Olocausto”. Gli studenti, inizialmente deridono la proposta, ma si lasciano convincere quando Albert mostra loro un documento che gira da qualche tempo nello Zoo, uno dei campi profughi più vasti del continente (circa 10.000 persone, uomini e donne richiedenti asilo) che si trova a poca distanza dalla scuola. Questo documento misterioso riguarda un rifugiato che prima della fuga dal paese d’origine aveva il compito di catalogare morti e perseguitati dal regime per il quale lavorava; regime che, grazie all’appoggio di alcune nazioni estere è impegnato in una sanguinosa guerra civile che sta decimando intere città a pochi chilometri dal confine europeo. È il conflitto da cui la maggior parte dei rifugiati dello Zoo scappano… È quello l’Olocausto di cui gli studenti si dovranno occupare. La cittadina viene però scossa da atti di violenza e disordine sociale, causati proprio dalla presenza dello Zoo. Cresce la tensione. Viene indetto un referendum per lo smantellamento del campo profughi. La città è militarizzata. Le reazioni dei ragazzi sono diverse e a tratti imprevedibili e per Albert sarà sempre più difficile tenere la situazione sotto controllo…