La leggenda del pianista sul Tevere

La leggenda del pianista sul Tevere è questo il titolo della gara fra pianisti che si è svolta il 21 giugno a Officina Pasolini HUB. Una competizione fra giovani virtuosi della tastiera che, come suggerisce il titolo e come sottolinea Davide Dose, organizzatore della serata, si ispira alla famosa scena de La leggenda del pianista sull’oceano, uno degli apici del film di Giuseppe Tornatore, quando Novecento e Jelly Roll Morton, si sfidano a colpi di jazz, per stabilire chi sia davvero il migliore fra i due. Una scena che raccoglie tutta la bellezza e la poesia di questa pellicola e dove il jazz viene mostrato come assoluto protagonista. “Con la stessa passione per la musica, a cui ormai da qualche anno è dedicata la giornata del solstizio d’estate, e che anche noi siamo lieti di festeggiare – spiega Dose – abbiamo voluto proporre questa competizione che vede sul palco alcuni dei nomi più promettenti della scena jazz italiana”. A sfidarsi sono stati infatti Giovanni Agosti, (il più giovane, classe 1990), classificatosi ai primi posti di alcuni importanti concorsi nazionali e internazionali; Dženifere Rumpāne, pianista e compositrice lettone; Danilo Blaiotta, compositore e arrangiatore originalissimo, con alle spalle un’intensa attività come pianista classico, e molto attivo anche con il cinema e la radio; Simone Di Carlo, compositore e arrangiatore che inizia nel 2008 la sua carriera concertistica.

Proprio come nel film, è stato il pubblico, affiancato da una giuria di esperti, a stabilire il vincitore! I quattro pianisti si sono sfidati a coppie di due – proponendo la loro versione di Fascinating Rhythm, di George Gershwin e poi un pezzo a scelta; mentre i vincitori del primo turno hanno poi gareggiato fra di loro suonando prima il celebre Playing Love il tema principale del film di Tornatore e a seguire ancora un brano scelto da loro. Ad aggiudicarsi il primo posto per la giuria sono stati ex aequo Giovanni Agosti e Danilo Blaiotta, mentre il voto del pubblico è andato all’unanimità a Simone Di Carlo, che ha così commentato la sua vittoria: “è stata un’esperienza davvero molto bella, una gara pensata con una formula che mi ha molto divertito. Credo che sia capitato a tutti i pianisti prima o poi di sentirsi come il Novecento raccontato da Tornatore, un film che tra l’altro amo profondamente. Mi ha dato molto potermi mettere in gioco in un’atmosfera rilassata, di confronto e non di insana competizione”.

Simone Di Carlo si è diplomato al conservatorio di Frosinone con una laurea di primo e secondo livello in pianoforte jazz. Ha Seguito numerosi seminari di perfezionamento jazzistico, avendo l’occasione di studiare con, Danilo Rea, Barry Harris, John Taylor. Attualmente collabora come pianista in diversi concerti in giro per l’Italia e insegna pianoforte. Come si dice, sentiremo parlare di lui…

C.T

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